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Ifi di Santhià: cambia la proprietà, non i problemi

Fiom, News

Prosegue la vertenza negli stabilimenti dell’Ifi di Santhià. La società Iniziative ferroviarie italiane da alcuni mesi ha subito l’acquisizione da parte del Gruppo Sovis. Fin da subito la Fiom Cgil Vercelli Valsesia, anche attraverso gli Rsu dell’azienda, ha portato al nuovo asset dirigenziale le questioni rimaste in sospeso con la vecchia proprietà, tra cui: il mancato pagamento arretrati della 14esima del 2017 e del 2018; il ritardo nell’erogazione salari; il mancato pagamento dei fondi pensionistici e la non rispettata erogazione dei fondi sanitari; il mancato saldo dei Tfr di alcuni lavoratori cessati; tutte le problematiche legate agli ambienti di lavoro mai risolte, nonché il problema relativo alla quota trattenuta ai dipendenti per l’associazione al sindacato che viene utilizzata dall’azienda per altri scopi.

All’inizio del 2018 i lavoratori dell’azienda hanno dovuto affrontare momenti difficili con oltre tre mensilità arretrate non percepite e, in seguito alla protesta davanti ai cancelli (nella foto), come sindacato abbiamo deciso insieme ai lavoratori di rientrare in azienda, con la promessa che le cose si sarebbero sistemate o comunque si sarebbe trovato un accordo con la direzione. L’impegno preso davanti a tutti i dipendenti dall’azienda è stato quella di rientrare economicamente rispetto a quanto dovuto ai lavoratori. In tale occasione, anche esponenti di alcuni partiti hanno elargito promesse, compreso l’allora presidente dell’azienda, Ivano Lavina, che aveva ribadito di trovare una soluzione entro il mese di settembre, rispondendo alle richieste del sindacato che ha spinto per un accordo che mai l’azienda ha presentato alle rappresentanze sindacali.

Oggi, come Fiom Cgil, siamo a constatare che nulla di quanto da noi richiesto ha trovato una soluzione. Restiamo inoltre particolarmente preoccupati per la mancanza di una chiara continuità delle produzioni e dal fatto che da tempo non si vedono nuove commesse. Giunti quasi alla metà di dicembre, solo da un giorno è stata saldata la retribuzione di ottobre. I lavoratori sono ragionevolmente inquieti dato che, viste le tempistiche di erogazione dell’ultimo stipendio, sia la mensilità di novembre sia la 13esima mensilità questo mese non arriveranno.

Per quanto tempo ancora le famiglie della Ifi di Santhià dovranno passare dei Natali amari? È giusto che il rischio di impresa debba sempre essere accollato ai lavoratori metalmeccanici?

Come sindacato avvieremo le procedure vertenziali per fare in modo che i lavoratori recuperino al più presto quanto dovuto: dopo 10 anni di promesse vogliamo vedere i fatti. Non si può rilevare un’attività senza investire del capitale per il suo rilancio: le professionalità ci sono, i problemi degli ultimi anni sono legati alla mancanza di una liquidità di denari che non può essere pagata dai lavoratori dell’Ifi di Santhià.

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