IL 3-4-5 MARZO 2015 SI VOTA PER LE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE

Comunicati stampa

RSU – PUBBLICO IMPIEGO

Il 3-4-5- marzo 2015 si vota per le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) nel pubblico impiego. A Vercelli, sono chiamati al voto i lavoratori della Regione Piemonte e delle Autonomie locali, del Servizio sanitario nazionale, della Scuola, dell’Università, delle Agenzie fiscali, degli Enti pubblici non economici, degli Istituti di ricerca e dei Ministeri.

 7.000 lavoratori coinvolti soltanto nella provincia di Vercelli: 1600 dipendenti nelle Asl, quasi trecento nel Comune capoluogo, quasi 200 nell’(ex) Provincia, 500 nel comparto della Amministrazioni centrali e oltre 3.200 tra scuola, Università e ricerca. Questi i numeri di coloro che saranno chiamati alle urne, il 3-4-5 marzo per eleggere le RSU dei rispettivi comparti. In tutta Italia, vengono coinvolti oltre 1 milione di dipendenti in 10mila posti di lavoro: nel Vercellese sono più di 200 gli enti in cui si vota.

Le RSU 2015 si svolgono all’indomani di una Legge di stabilità 2015 del Governo Renzi che ha imposto tagli pesanti su tutto il settore pubblico: tagli che rischiano di incidere sulla qualità dei servizi e sull’occupazione del settore. Il blocco dei contratti collettivi di lavoro, la penalizzazione dei lavoratori degli enti colpiti dai processi di riorganizzazione e il ridimensionamento degli stessi (a partire dalle Province, in cui si prevedono centinaia di esuberi!), il blocco delle assunzioni e l’impossibilità di confermare il personale precario stanno penalizzando l’attività degli enti in tutta Italia, e anche sul nostro territorio.

 Mancano i fondi per le scuole e per la didattica, le classi sono affollate, gli stipendi e i contratti degli insegnanti restano bloccati a fronte di un carico di lavoro ormai ingestibile. È necessario, invece, garantire la regolarità nel pagamento dei supplenti, stabilizzare tutti i docenti e rinnovare il contratto nazionale, aumentando le retribuzioni per dare riconoscimento a tutti i lavoratori della scuola.

Nel settore sanitario il blocco del CCNL (contratto Collettivo Nazionale di Lavoro), l’aumento esponenziale del precariato, l’azzeramento degli investimenti su formazione e sicurezza, il blocco delle assunzioni e la corruzione dilagante sugli appalti hanno messo in crisi i servizi ai cittadini, a partire da quelli essenziali. 

Con queste RSU, la CGIL rilancia il valore della contrattazione per superare il blocco dei contratti nazionali e riprendere quella integrativa, in grado di valorizzare le specificità dei diversi contesti lavorativi. «La contrattazione integrativa, aziendale, territoriale e sociale sono gli strumenti indispensabili per difendere qualità e organizzazione del lavoro nel pubblico impiego» per Carmine Lungo, segretario della FP CGIL Vercelli Valsesia. Le RSU sono «un momento in cui si misura l’effettiva rappresentanza nel mondo del lavoro, la forza di un sindacato, che sta nella voglia dei lavoratori di essere parte attiva nelle riforme del Governo Renzi, e non meri esecutori di un percorso di ‘liquidazione’ del lavoro pubblico e dei servizi, come lascia intendere il Governo. La CGIL difende i lavoratori pubblici per garantire i diritti dei cittadini a fruire di servizi qualitativamente e quantitativamente adeguati» per Luca Quagliotti, Camera del Lavoro CGIL Vercelli Velsesia.

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