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Legge di bilancio 2019: Istruzione e Ricerca continuano a essere marginali

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Nota stampa Flc Cgil Vercelli Valsesia

 

Alla fine la manovra finanziaria è diventata legge dello Stato. Una manovra approvata con il voto di fiducia e in spregio ai poteri del Parlamento. Ci troviamo di fronte a una legge di bilancio sbagliata, miope, recessiva.

Come Flc Cgil avevamo sostenuto da subito che aumentare la spesa in deficit era giusto, a patto di mettere al centro dell’azione l’aumento dei salari e gli investimenti, a partire dai settori della conoscenza. Abbiamo invece un dispositivo che taglia ulteriormente risorse su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale. 

Le forti penalizzazioni per i settori della conoscenza

Per i rinnovi contrattuali dei lavoratori della pubblica amministrazione relativi al triennio 2019-2021 vengono stanziati 1.100 milioni di euro per il 2019, 1.425 milioni di euro per il 2020 e 1.775 milioni di euro a decorrere dal 2021. È prevista l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale, per effetto di questa misura gli stipendi tabellari aumenteranno dello 0,42% da aprile 2019 e dello 0,7% da luglio 2019.

A partire da gennaio 2019 è previsto il mantenimento dell’elemento perequativo per tutti i lavoratori che attualmente ne beneficiano per effetto del rinnovo contrattuale 2016-2018. Tale somma sarà riassorbita alla sottoscrizione del rinnovo contrattuale per il prossimo triennio.

Le risorse stanziate sono del tutto inadeguate e non recuperano neppure l’inflazione prevista nel triennio. L’aumento previsto è lontano da quanto assicurato dall’ultimo rinnovo contrattuale che, a regime, è stato pari al 3,48%. Le risorse stanziate, infatti, corrisponderebbero a un incremento delle retribuzioni medie del personale pari all’1,3% per l’anno 2019, all’1,65% per l’anno 2020 e all’1,95% dal 2021. L’incremento medio sarebbe di circa 49 euro. 

L’aumento effettivo sarà più basso poiché gli stanziamenti indicati comprendono anche le risorse necessarie per confermare l’elemento perequativo ai lavoratori che ne beneficiano (250 mln ad anno) e per garantire le risorse destinate al trattamento accessorio per polizia, militari e vigili del fuoco (210 mln ad anno). Gli aumenti medi mensili effettivi per i lavoratori pubblici nel 2021 saranno inferiori a 40 euro.

Si autorizza l’ulteriore spesa di € 25 mln annui, per il periodo 2019- 2021, per l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali.

L’incremento di risorse sui temi della disabilità è certamente un fatto positivo, il Miur e il Governo dovrebbero però porsi l’obiettivo di rendere esigibile il diritto all’integrazione degli alunni disabilità, garantendo il rispetto del numero massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni con disabilità, stabilizzando nell’organico di diritto i circa 50mila posti di sostegno dati in deroga e aumentando l’organico dei collaboratori scolastici.

Il sistema di reclutamento dei docenti della scuola secondaria di I e II grado previsto dal Dlgs 59/17

Sparisce il percorso triennale di specializzazione e tirocinio in servizio e i concorsi dovrebbero essere banditi con cadenza biennale per tutti contingenti regionali di posti della scuola secondaria.

I vincitori vengono assunti a tempo indeterminato e avviati all’anno di formazione e prova, la conferma in ruolo impone la permanenza nella stessa scuola in cui è stato superato l’anno di prova per almeno altri 4 anni (cinque in tutto).  È prevista direttamente la titolarità di scuola.

Per coloro che negli ultimi 8 anni hanno acquisito almeno 3 annualità di servizio non saranno richiesti i 24 Crediti Formativi per accedere al concorso e verrà loro riservato il 10% dei posti messi a bando.

Come Flc Cgil accogliamo con favore l’abbreviazione del percorso di reclutamento che avevamo auspicato. Preoccupa la negazione alla mobilità territoriale, introdotta attraverso l’obbligo di permanenza di 5 anni nella scuola scelta all’atto dell’immissione in ruolo. Una simile misura vanifica i diritti contrattuali. 

È totalmente inadeguata la riserva del 10% a favore dei docenti con 3 anni di servizio. Si dovrebbero adottare soluzioni che mirino a valorizzare le competenze maturate da chi ha al suo attivo un’ampia esperienza di insegnamento, maturata attraverso anni di insegnamento precario.

Assenti le risorse per la stabilizzazione del personale precario e l’incremento di organico

Per il personale ATA (ausiliario, tecnico, amministrativo) della scuola pubblica non si prevedono incrementi di posti a conferma che su questo settore si ripetono le stesse politiche negative dei precedenti governi.

Sul piano pensionistico quota 100, misura peraltro temporanea e sperimentale valida per tre anni, si applicherebbe da ottobre: è chiaro che senza una specifica deroga, i lavoratori della scuola sarebbero obbligati a lavorare un anno intero in più.

Fra le misure positive registriamo l’abolizione della titolarità su ambito territoriale e il ritorno

alla titolarità del docente in una singola scuola. Con questa norma cade per via legislativa, uno degli ultimi capisaldi della Legge 107 già abbondantemente smantellata dall’ultimo Contratto collettivo e da quello integrativo sui trasferimenti. 

Positivo anche l’ incremento del limite di spesa relativo alla dotazione organica in misura corrispondente a 2.000 posti aggiuntivi nella scuola primaria, al fine di ampliare le possibilità di tempo pieno. Si tratta di una prima e parziale risposta alle rivendicazioni della Flc Cgil.

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