Compilazione della domanda degli assegni al nucleo familiare: le istruzioni e il modulo Inps

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Nota sulla compilazione della domanda degli assegni al nucleo familiare – Commentiamo le istruzioni e il modulo dell’Inps

A chi spetta. Ai lavoratori dipendenti, certo, pertanto anche ai disoccupati (fino a quando percepiscono la disoccupazione), alle lavoratrici domestiche e ai parasubordinati (cioè coloro il cui reddito deriva da un contratto di collaborazione).
Spetta anche ai pensionati che hanno pensioni da lavoro dipendente, ma in questo caso la domanda si presente con una modalità diversa. Se un lavoratore percepisce una pensione di reversibilità o un assegno di invalidità può decidere se chiedere l’Anf sulla pensione o in busta paga.

Cosa spetta. Per chi lavora a tempo pieno gli importi sono quelli delle tabelle allegate. Bisogna dunque individuare la tabella corretta (un genitore, due genitori, minori disabili, orfani, nuclei senza minori…) sapendo che le tabelle 11 e 12 sono le più ricorrenti seguite dalle tabelle con minori o maggiorenni disabili. Individuata la tabella da utilizzare si incrocia la colonna col numero dei componenti del nucleo con l’importo totale del reddito del nucleo familiare. Il valore individuato si percepisce da luglio a giugno dell’anno successivo salvo che intervengano cambiamenti del nucleo familiare (separazioni, matrimoni, nascita di un figlio…).
Se vado in disoccupazione continuo a percepire lo stesso importo.
Se lavoro a part time l’importo dell’assegno potrebbe subire una decurtazione.

Chi fa parte del nucleo familiare. È importante sapere che i figli quando compiono i 18 anni “escono” dal numero dei componenti del nucleo su cui fare il calcolo dell’Anf. Solo nei nuclei con almeno quattro figli può essere che, temporaneamente, si resti nel nucleo fino a 21 anni.
Questa norma non va confusa col concetto di “familiare a carico”, che non ha limiti di età ma solo di reddito (non più di 2.840 euro all’anno) e che dà diritto non all’Anf ma alla detrazione fiscale, ovvero a una diminuzione delle imposte da pagare.
È inoltre importante sapere che quando i genitori non sono coniugati (perché convivono o sono separati/divorziati), chi intende chiedere l’Anf deve prima chiedere una autorizzazione all’Inps. Questa autorizzazione si chiama ANF43.
Il lavoratore autorizzato dall’Inps presenta una domanda in cui il nucleo è composto solo dal genitore richiedente e dai figli per i quali è stato autorizzato. Di conseguenza anche il reddito che si tiene in considerazione è soltanto il suo.
Ci sono casi in cui, se i genitori di un bambino non hanno redditi, l’autorizzazione a percepire l’Anf può chiederla un nonno convivente.

I redditi da indicare. Ci sono due tabelle (a pag. 4 e 5 del modulo di domanda). Tuttavia la seconda si utilizza solo in casi particolari.
Nella prima tabella è importantissimo distinguere i redditi da lavoro dipendente e assimilati dagli altri. I redditi assimilati al lavoro dipendente più ricorrenti sono la disoccupazione e quelli derivanti da collaborazioni coordinate e continuative. Anche gli alimenti per il coniuge sono assimilati a lavoro dipendente (indipendentemente dal lavoro che svolge chi li paga). Gli alimenti per i figli non costituiscono reddito. Gli altri redditi sono quelli da lavoro autonomo o professionale, gli affitti e i redditi da terreni e fabbricati.
Perché la procedura li chiede distinti? Perché la norma dice che l’Anf spetta al lavoratore dipendente solo se il reddito da lavoro dipendente è pari o superiore al 70% del reddito familiare complessivo.
Facciamo due esempi.
Dipendente coniugato con autonoma/o: se il dipendente ha 22.000 euro di reddito e l’autonoma/o 15.000, l’Anf non spetta. Infatti se sommate 22 e 15 mila fa 37.000. Il 70% di 37.000 fa 25.900. Dunque il reddito da lavoro dipendente è inferiore al 70% e viene meno il diritto all’Anf.
Se i due redditi sono 34.000 e 14.000 (il totale è 48.000) invece spetta perché il 70% di 48.000 è 33.600 che è meno di 34.000.
Nucleo con un solo genitore. Reddito da lavoro dipendente 16.000, reddito da fabbricati e affitti 8.000. Sul totale (24.000 euro) il 70% è 16.800: 16.000 è meno, ovvero è meno del 70%, l’Anf non spetta. Se il rapporto diventa 20.000/8.000 si rientra nel diritto.

Nella seconda tabella vanno indicate le eventuali pensioni comprese le invalidità civili. Le indennità di accompagnamento e le rendite Inail non vanno dichiarate come pure il Tfr.

Il modulo della domanda degli Anf
Le tabelle degli Anf

di Renzo Stievano, direttore Inca Cgil Vercelli Valsesia

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