Facciamo chiarezza su Quota 100

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La Quota 100 come requisito per andare in pensione è semplice da spiegare. Richiede almeno 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi. Se manca uno dei due requisiti non si può utilizzare. Se ho 61 anni di età e 41 di contributi non vado: gli anni di contribuzione eccedenti i 38 non compensano l’anno in meno di età.

Se vado con la Quota 100 sono penalizzato nel calcolo? No. Ovviamente percepisco una pensione sulla base dei contributi che ho maturato al momento in cui presento la domanda. Qualcuno ha aggiunto: se invece che con 62 e 38 vai con 67 e 43 prendi una pensione più alta. Certo, perché ho versato più a lungo. A 38 anni prenderò l’equivalente dei 38 anni di contributi: essere penalizzati significa prendere meno di quello che ho maturato che è un’altra cosa.

Quanto durerà la Quota 100? Il decreto legge la istituisce per tre anni (2019 -2020 -2021) terminati i quali o viene rinnovata o decade. Chi ha maturato il diritto durante questi tre anni potrà usufruirne anche dopo il 2021? A mio parere dovrebbe essere così ma su questo (e altre cose) dobbiamo attendere le circolari applicative dell’Inps.

Perché il sindacato ha criticato questo provvedimento? La ragione principale è questa: perché ha impegnato una notevole quantità di risorse per agevolare esclusivamente un segmento di lavoratori che nella maggior parte dei casi non si trova in condizioni di emergenza o di particolare difficoltà. Il fatto stesso che il 40% dei potenziali aventi diritto siano dipendenti pubblici, come dichiarato dallo stesso governo, dimostra che si tratta di lavoratori il cui posto di lavoro non è a rischio.

A fronte di questo sono stati del tutto abbandonati interventi come l’Ape sociale o i precoci che venivano incontro invece a chi il lavoro lo aveva perso o aveva in casa dei disabili da accudire o svolgeva da anni lavori faticosi o usuranti.

Dopo di che la legge Fornero, lungi dall’essere abrogata o superata, rimane in vigore ed anzi questo governo ha adottato, tra gli altri, lo stesso provvedimento che prese la Fornero nel 2011: quello di bloccare le rivalutazioni delle pensioni superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro).

di Renzo Stievano, direttore Inca Cgil Vercelli Valsesia

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