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In memoria di Giovanni Labarbuta

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Lunedì 22 giugno Giovanni Labarbuta ci ha lasciati a soli 72 anni, dopo una lunga serie di malattie che negli ultimi tempi lo hanno ripetutamente colpito. Nonostante le difficoltà e la salute sempre più compromessa, Giovanni ha affrontato il suo destino con determinazione, coraggio e un po’ di fatalismo come era nel suo carattere: schietto, forte, determinato e sempre ottimista.

Giovanni e io, amici e compagni ormai da una vita, ci siamo conosciuti nel lontano 1976, lui autista e delegato sindacale dei Cantieri Lauro, io novello apprendista nel sindacato tessile della Cgil valsesiana. Lui era già un “capo sindacale riconosciuto” all’interno di quella azienda edile, la più importante allora sul territorio ed aveva saputo conquistare sia la fiducia dei lavoratori (quasi tutti iscritti al sindacato) e il rispetto della controparte, stipulando accordi che erano di notevole efficacia sia normativa che salariale.

Nel corso degli anni diventò poi anche un funzionario Sindacale a tempo pieno per la categoria e seguì con particolare attenzione sia le piccole imprese che le aziende artigiane, in un settore, quello edile, tutt’altro che facile e assai faticoso (quante assemblee sindacali fatte alle 6 di mattina prima che i lavoratori partissero per i cantieri).

Andammo in pensione insieme nel 2002, utilizzando la pensione di “anzianità” che vigeva allora prima delle riforme dell’ultimo decennio, ed entrambi continuammo a dare il nostro contributo alla “nostra Cgil”.

Giovanni entrò nello Spi, sindacato dei pensionati, e fu membro per molti anni della segreteria della Lega valsesia e ancora oggi era un attivista che si impegnava nelle varie sedi della Valsesia ad aiutare i pensionati a risolvere i loro problemi. Fra l’altro, cosa non scontata per chi come lui aveva iniziato a lavorare molto presto (cominciò come emigrante in Germania negli anni ’60), era riuscito con volontà e intelligenza a utilizzare l’informatica, computer e vari social, che lo aiutavano nel suo lavoro sindacale e nel relazionarsi con gli altri.

Purtroppo il destino ha voluto che la vita di Giovanni finisse in questo anno, duro e difficile per tutti e pieno di incognite per il prossimo futuro. Ma Giovanni era un uomo positivo, ottimista nonostante tutto e alla ricerca di un mondo migliore a cui aveva dedicato il suo impegno per gli altri.

E’ con questa convinzione che vogliamo porgere le più sincere condoglianze di tutta la Cgil, dei pensionati e mia personale alla sua famiglia, alla moglie Anna, ai suoi figli, ai fratelli e a tutti quelli che gli hanno voluto bene. Ciao Giovanni.

Firmato
Giovanni Beccaro, Spi Cgil Vercelli Valsesia

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