Il presidio Sanac dell'11 novembre 2022, Gattinara
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Sanac, terminata l’analisi delle offerte del terzo bando: ora i sindacati chiedono l’impegno delle istituzioni

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È terminata giovedì 17 novembre l’analisi della documentazione sulla manifestazioni di interesse per l’acquisizione di Sanac: domande pervenute in vista dell’incontro con le Strutture nazionali, regionali, territoriali delle Organizzazioni sindacali comprese le RSU di tutti gli stabilimenti in seno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (nuovo Mise) già formalmente informato dalla struttura commissariale.

Le operazioni di questo terzo bando – pubblicato il 6 ottobre e scaduto il 7 novembre – saranno definite verso fine febbraio e il nuovo Mise con i Comitati di sorveglianza sono già stati coinvolti per seguire tutta la trattativa.

I plichi pervenuti sono di due grossi gruppi internazionali:

– DALMIA, unica azienda attendibile come partecipante al secondo bando ma che si è sfilata rapidamente per questioni legate alla tenuta occupazionale e al mantenimento di tutti i dipendenti in tutti e quattro gli stabilimenti. Naturalmente l’auspicio resta che in questo nuovo bando riservi altre prospettive;

RHI ITALIA SRL con con sede legale a Brescia (colosso internazionale tra i numeri uno a livello mondiale nel settore refrattario di cui però i commissari hanno comunicato alcune carenze relative al bando a livello documentale, per cui è stata sollecitata a integrare quanto prima).

ACCIAIERIE D’ITALIA (che ha sempre rappresentato il maggior cliente) non si è presentata al bando: intuizione di tutti (Sindacati e Commissari) dati gli ultimi accadimenti, a partire dal fatto che non si è presentata alla convocazione del Ministero per discutere sul futuro di ex Ilva e considerando che Sanac è l’ennesima azienda esclusa dal suo indotto che non riceve più commesse da maggio 2021: una preoccupazione in più per il futuro del settore dell’acciaio in Italia.

Desta ulteriore preoccupazione il contesto internazionale che ha fatto rallentare la produzione dell’acciaio, compresa Gattinara che, ad esempio, ha dovuto posticipare l’accensione del forno a novembre.

Detto questo è opportuno ribadire che Sanac è un’azienda sana e produttiva. Ha aumentato ancora le prospettive lavorative verso terzi dal 18% al 23% e la liquidità disponibile non dovrebbe destare preoccupazione fino alla conclusione delle fasi del bando.

Sulla vertenza culminata venerdì scorso, 11 novembre, con i presidi convinti davanti ai cancelli ha destato attenzione e manifestazioni d’impegno da parte di tutta la politica territoriale e alcuni parlamentari che da tempo avevano manifestato il loro appoggio.

Se poi arrivasse qualche pagamento di quelli ingiunti, la situazione diventerebbe più agevole. Il 23 e il 30 novembre avranno luogo due udienze in tribunale a Milano per la discussione sui ricorsi pervenuti.

In conclusione: i lavoratori restano molto preoccupati dopo due bandi non sono andati a buon fine e questi timidi segnali positivi non cambiano una situazione di incertezza.

Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro al Ministero per rivendicare il supporto delle Istituzioni e del Governo e non si esclude una nuova iniziativa sindacale a Roma. I lavoratori di Sanac e le loro famiglie hanno bisogno di certezze.

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