Scioperano i metalmeccanici in difesa del salario sotto attacco

Comunicati stampa

Proclamate 4 ore di sciopero in alcune grosse aziende del Vercellese: Dana Italcardano di Crescentino, Gammastamp di Bianzè, Sacal di Carisio.
I metalmeccanici di Vercelli, Valsesia e Biella della FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UILM manifesteranno – dalle 10 alle 12 – davanti all’Unione Industriale, in via Pietro Lucca 26 a Vercelli.

Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stata Federmeccanica, con la sua posizione inaccettabile, a riunificare i Metalmeccanici. Mai nella storia della contrattazione collettiva nazionale era successo che un sindacato dei padroni proponesse una sua piattaforma.
Dopo una serie di 14 incontri su alcuni punti si è trovata la convergenza, vedi sull’assicurazione sanitaria completamente coperta dell’azienda con estensione ai familiari a carico, così come sull’innalzamento del contributo aziendale per i fondi di previdenza dal 1,6 % al 2% (circa 10 euro al mese). Verrà recepito l’accordo sulla rappresentanza sindacale del 10 gennaio 2014 e si sta ragionando sulla modifica agli inquadramenti professionali per la quale gli industriali si sono dimostrati disponibili: ma le professioni sono cambiate e le diciture sui CCNL non vengono aggiornate da decine di anni.

Nella nostra piattaforma avevamo rivendicato la possibilità di intervenire su alcuni aspetti del Jobs Act, così come avevamo richiesto che tutti i lavoratori che prestavano servizio in un’azienda o in un cantiere avessero tutti lo stesso tipo di trattamento normativo, salariale: due lavoratori che fanno lo stesso lavoro, fianco a fianco, devono avere lo stesso salario, lo stesso diritto al riposo e lo stesso diritto alla sicurezza. E avevamo rivendicato di riportare la titolarità dell’orario di lavoro in capo alle rappresentanze sindacali, poiché oggi gli orari vengono imposti senza una contrattazione, senza incrementi salariali e/o riduzioni di orario.

Ma veniamo al tasto dolente. Federmeccanica ci chiede di privilegiare la contrattazione di secondo livello e mette 250 euro all’anno sul tavolo, circa 12 euro al mese, ma il meccanismo che propone è perverso. Intanto l’80% delle aziende non fa contrattazione aziendale, dopodiché il meccanismo prodotto inserisce il principio dell’assorbimento forzato: viene chiamato salario di garanzia e il principio sotteso è che prima di prendere anche solo 1 euro di aumento, verranno assorbiti scatti di anzianità, superminimi individuali, premi di risultato già in essere… con la conseguenza che per i prossimi anni, il 95% dei metalmeccanici – e non sono pochi, circa 1.600.000 di lavoratori e lavoratrici – non porteranno a casa neanche un euro e perderanno il loro potere di acquisto. Se lo avessero chiamato salario di sopravvivenza sarebbe stato più adatto.
La nostra proposta è di valutare invece l’andamento di settore: nonostante la crisi e i posti di lavoro che si sono persi nelle aziende metalmeccaniche, le redditività sono aumentate. Lo dice l’ISTAT con il +3 % pertanto noi partiamo da lì: + 3% alla paga base, circa 50 euro l’anno e una trattativa su base annuale.
Ultima e perversa proposta dei sindacati datoriali: maturazione dei permessi annuali su base di presenza, un sistema che penalizzerebbe chi magari per un infortunio, quindi non per scelta, è impossibilitato a riprendere la propria attività lavorativa nel breve termine.

Per tutti questi motivi i tre sindacati FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UILM hanno indetto un primo sciopero. Noi siamo convinti che la mobilitazione non si fermerà a questa iniziativa: il documento di intesa firmato dalle tre Organizzazioni sindacali, infatti, le impegna tutte in un percorso ben definito.

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